2016 – Galleria Moitre http://www.galleriamoitre.com Galleria d'Arte a Torino Thu, 20 Mar 2025 15:45:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Fabio Valerio Tibollo – you are grasping a transparent and opaque thought http://www.galleriamoitre.com/you-are-grasping-a-transparent-and-opaque-thought/ http://www.galleriamoitre.com/you-are-grasping-a-transparent-and-opaque-thought/#respond Tue, 06 Dec 2016 08:05:43 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1814 You are grasping a transparent and opaque thought while that slips away

Fabio Valerio Tibollo

Inaugurazione: 13 dicembre ore 18,30

Esposizione: 13 dicembre 2016 – 28 gennaio 2017

L’esposizione fa parte del progetto “Colla”

Galleria Moitre

Orari: Mercoledì – Sabato, 16 – 19

 

« Quando rientrò in albergo ci fu un blackout, così si barricò in camera. Aveva paura fosse la vendetta dei militari e che stessero arrivando, perché a cena aveva minacciato di picchiare tutti e quattro, se non la smettevano. Scrisse i loro nomi su dei foglietti, da nascondere ovunque: nel lampadario, dietro la testiera del letto, nell’incavo dei cassetti, dentro il rilevatore di fumo, nella piccola automobile in legno e nei loro passaporti, ovunque. Quindi spostò tutti i mobili e li accatastò davanti alla porta, mentre il resto della famiglia era lì a preoccuparsi. Suo padre si ruppe anche una vertebra per cercare di toglierli, ma lui aveva paura »

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L’arte di forzare i maestri http://www.galleriamoitre.com/larte-di-forzare-i-maestri/ http://www.galleriamoitre.com/larte-di-forzare-i-maestri/#respond Thu, 20 Oct 2016 10:23:17 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1748 L’arte di forzare i maestri

Adi Haxhiaj,Silvia Idili,Artsiom Parchynski

Inaugurazione: 27 ottobre ore 18,30

Esposizione: 28 ottobre – 3 dicembre 2016

Nell’epoca dell’intensificarsi di fenomeni estremistici (di natura intellettuale prima, politica poi), la figura del maestro appare come un porto sereno. Per via della sua figura, riconducibile ad una tradizione. E per la certezza degli insegnamenti. Non si veda in questo, una supina accettazione di ogni principio passato all’allievo. Ma una fonte di speranza. In fondo, gli ultimi anni, sono stati privi di una sicurezza che abbia basi passate. Ogni fondamento, sino al dettaglio, appare minato. Alle volte stravolto per sola voce di popolo. Senza una prova concreta e basandosi sulla volontà di cambiare a discapito di ogni principio omogeneo. Una parola, senza dubbio, risalta sopra le altre, forzare. Presa a prestito da una frase di Francis Haskell: “per conservare vivi e funzionanti i nostri rapporti con gli antichi maestri, in ultima analisi, è necessario forzarli.”, assume peso se rapportata, alle tensioni, soprattutto politiche e in parte finanziarie, attuali. Rimanendo nell’arte, nel nostro caso, contemporanea, se ne potrebbero dire di varie. Se non, per usare un termine gergale, “di ogni”. Ma rimanendo lucidi e ritornando al tema dell’esposizione, trovo utile soffermarmi sui tre livelli che vengono affrontati. In prima analisi il rapporto diretto, anche figurativo, con una storia precisa. È il caso del lavoro di Silvia Idili e della sua ricerca, che assume l’aspetto di angoli di realtà o di visioni dirette di volti, corpi, fluttuazione di personaggi spesso in una dimensione per metà diurna (dove il verde si fa osservare) e per il restante notturna (il nero della notte o della perdita di profondità), che si identifica come un limite indefinito nell’assenza di punti di riferimento. Se si volesse mantenere una forma, si dovrebbe ragionare sul suo cambiamento di indirizzo semantico. È il caso del lavoro di Artsiom Parchynski, che spesso, nella sua carriera, ha lavorato interrogandosi sul corpo e sulle sue propaggini fisiche e metafisiche. L’ultimo è proprio il livello degli elementi instabili e sul loro rapporto con l’eterno. In Adi Haxhiaj c’è non solo la perdita di un medium certo ma l’utilizzo di una pittura che sembra sfuggire alla sua destinazione ed in parte sembra voler rispondere alla domanda di Martin Heidegger “Perché l’essere piuttosto che il nulla?”.

Testo a cura di Alessio Moitre

L’esposizione è inserita all’interno del circuito off del progetto Nesxt (www.nesxt.org).

 

Per continuare il percorso:

 

Martin Heiddeger, “Introduzione alla metafisica”, 1953

Francis Haskell, “La nascita delle mostre”, Skira edizioni, 2008

Bruno Quaranta, “Il profe, Augusto Monti milite ignoto della letteratura”, Araba Fenice edizioni, 2016

 

 

L’esposizione è inserita all’interno del progetto “Colla”

Per Informazioni: collacontemporary.weebly.com

 

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Nesxt http://www.galleriamoitre.com/nesxt/ http://www.galleriamoitre.com/nesxt/#respond Thu, 20 Oct 2016 10:16:31 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1745 Dal 27 ottobre al 6 novembre la Galleria Moitre parteciperà a Nesxt (www.nesxt.org)

L’esposizione “L’arte di forzare i maestri”presso la Galleria Moitre, sarà presente nel circuito off della manifestazione.

In Via Quittengo 35 inoltre vi sarà il progetto degli Spazienne, inseriti tra i 20 vincitori della call per spazi e gruppi artistici indipendenti.

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ArtVerona / 14 – 17 ottobre 2016 http://www.galleriamoitre.com/artverona-14-17-ottobre-2016/ http://www.galleriamoitre.com/artverona-14-17-ottobre-2016/#respond Fri, 07 Oct 2016 10:01:16 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1742 Dal 14 al 17 ottobre la Galleria Moitre sarà presente ad ArtVerona nella sezione King Kong con il lavoro di Eracle Dartizio, “Pozzanghere, pozzanghera”, in comunione con la Galleria Villa Contemporanea. ​

Ricordiamo che l’opera ha già avuto illustri passaggi nelle recenti esposizioni allo Studio Museo Francesco Messina, Milano e all’esposizione “Il Paradiso Inclinato”, Ex Dogana, Roma.
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Lavinia Raccanello http://www.galleriamoitre.com/lavinia-raccanello-2/ http://www.galleriamoitre.com/lavinia-raccanello-2/#respond Wed, 28 Sep 2016 07:18:13 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1738 ‘À TOUS CEUX QUI SONT TOMBÉS’ BY LAVINIA RACCANELLO NOMINATED FOR RÉVÉLATION JEUNES TALENTS LIVRE D’ARTISTE – ADAGP

ADAGP, the society of authors in visual and graphic art, launches the 1st edition of the prize ‘Révélation Jeunes Talents Livre d’Artiste’ [Revelation of young talents art books].The goal is to promote and reveal the current creation in this artistic discipline.
Endowed with 5,000.- €and co-chaired by Hervé Di Rosa and Meret Meyer, this Prize rewards an artist presented at the second edition of MAD. The winner will be announced at the opening night of MAD, on September 29 at 18:30.

During two residencies at Arc, Italian artist Lavinia Raccanello worked on her publication À tous ceux qui sont tombés [To all those who have fallen].

This small booklet is a compilation of texts on the subject of anarchists Sacco and Vanzetti, drawn from the archives of Cira (the International Centre for Research on Anarchism, Lausanne). It gradually effaces the celebrated woodcut of Alexandre Mairet (1880¬–1947) depicting the two revolutionaries, which adorned the cover of the 743rd edition of bi-lingual publication Le Réveil Anarchiste / Il Risveglio Anarchico in 1928.Set in 8 and 9 point Tiina, 150 copies have been printed by La Buona Stampa in Pregassona.

160 x 120mm, 32 pages Indigo white on black, texts in fr/engl/sp/it Varia 2016

Edited by Art & Fiction, Lausanne.

Limited edition of 150

Price: CHF 5 + postage

Order your copy today! Send an email to info@arc-artistresidency.ch with your contact details.

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Liana Ghukasyan / Tocco – Segno – Taglio http://www.galleriamoitre.com/liana-ghukasyan/ http://www.galleriamoitre.com/liana-ghukasyan/#respond Thu, 25 Aug 2016 14:17:56 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1726 Liana Ghukasyan

“Tocco – Segno – Taglio”

Inaugurazione: 29 settembre ore 18,00

Esposizione: 30 settembre – 23 ottobre 2016

 

 

Prendere coscienza di se stessi non vuol dire saper dare forma al proprio pensiero. Vi sono passaggi, necessità tecniche da espletare. Pensieri che si devono ramificare. Fatto ciò, viene, per un pittore, il momento della tela. Per Liana è un approccio privato, ricercato anche nelle ore della notte, quando il paesaggio, anche sonoro, cambia. Ripenso, mentre scrivo, alle parole nel suo studio. È venuto naturale concedersi del tempo, prima di creare l’esposizione. Quali pezzi, dove collocarli, giorni per fare ed altri per scambiarsi solo pareri, tramite mail. Questo è stato dopo. Prima si è detto molto. Seduti sulle poltrone a bere del thè con lo zenzero in pezzi, che sul fondo si faceva audace, ad ogni sorso. È stato semplice concordare che il titolo dell’evento sarebbe venuto. Si aspettava, il giusto o anche no. Sarebbe dipeso dagli attori in campo. Si sono viste tele, si è pranzato, si è discusso d’Italia, di mondo, di rispettive vicende accadute. E poi è arrivato “il momento”. Tra virgolette perché è la parola che meglio rappresenta,a mio giudizio, il percorso di Liana. Niente, nella sua pittura, è faciloneria. Dettagli (spesso piccoli, gustosi per l’osservatore)sono posati con il pennello senza un’esigenza estetica. Ci devono stare e proprio li. “Tocco – Segno – Taglio” oltre che il titolo dell’esposizione, sono anche parole. Mi sarebbe venuto da scrivere, “Solamente tre parole”. Ma avrei sbagliato perché anche le singole lettere (in lingua armena o italiana) sono lavorate dalla Ghukasyan, per darle dignità oltre che senso ulteriore. Sono sui fogli come sulle tele, spesso in luoghi non visibili o meglio, poco frequentati dagli sguardi degli amatori. Come detto, tre parole. Per periodi diversi, per anni che sono passati portando frutto. Quello del ragionamento sulle proprie origini è un capitolo, che muta continuamente. Porta alla creazione di pensieri e ad opere con colori netti, pochi. Come dire, quelli che servono. Ma ci sono anche le persone, non indagate ma interrogate. Compagne niente affatto silenziose sulla tela. Ti osservano, altre sono quasi solo dei contorni. Mi ricordano pitture murali di epoca medievale, dove la leggenda e la religione potevano andare insieme, accomunati da piccoli simboli. C’è del rosso nel lavoro di Liana. Se lo porta dall’Armenia e non è lo stesso che usano tutti gli altri. La composizione non c’èntra. Mi riferisco, ovviamente, alla sua calmierata gestione. Anche in questo caso, nessuna esagerazione. E poi sta sulla tela con una consapevolezza che nemmeno il nero riesce ad intaccare. In Galleria i pezzi, come si può immaginare, sono stati selezionati con una certa cura. Non per esigenza allestitiva ma per necessità di comprensione da parte dello spettatore. C’è infatti il tocco, il segno e per ultimo il taglio. Risultato recente e che ha influenzato il titolo dato all’evento.

 

 

Testo di Alessio Moitre

 

Per informazioni sul progetto Colla, a cui la Galleria Moitre aderisce

 

http://collacontemporary.weebly.com/

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Lunghi sogni senza sonno #5 – Vanchiglia http://www.galleriamoitre.com/lunghi-sogni-senza-sonno-5-vanchiglia/ http://www.galleriamoitre.com/lunghi-sogni-senza-sonno-5-vanchiglia/#respond Wed, 08 Jun 2016 15:45:14 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1708 “Lunghi sogni senza sonno”, è un progetto ideato e sviluppato da Davide Bava e Alessio Moitre.

Fin dalla sua prima puntata, datata ottobre 2015, ha creato eventi riservati alla poesia, alla giovane poesia che non va per via di nascita ma per energia espressa, e che rappresenta un punto importante della ricerca intellettuale ed artistica di oggi. Consapevoli di ciò, si è sempre puntato su serate riservate ad un solo poeta, per apprezzarne al meglio il suo lavoro e lo sviluppo letterario che ha espresso.

Con l’arrivo della bella stagione e con il proseguimento dell’iniziativa, si è deciso di uscire dalle mura della Galleria Moitre, luogo deputato sin dall’inizio come casa del progetto, per andare verso il quartiere di Vanchiglia, in modo particolare interessando via Santa Giulia, asse centrale che taglia la zona.

Il 25 giugno dalle ore 18,00 i poeti saranno nelle strade, in mezzo al normale passeggiare, al chiacchiericcio, allo sviluppo della vita che poi, sovente, diventa punto di meditazione per creare parole, poesie.

In luoghi che saranno segnalati tramite la presenza del poeta e che verranno comunicati tramite la pagina dell’evento, si terranno delle letture, di tempi variabili, che sono momenti di condivisione e di scambio, con la volontà di destare anche della sorpresa nelle persone che passeranno di li, ignare, magari, della situazione.

Durante l’iniziativa, sino alle ore 22,00, la Galleria Moitre rimarrà aperta, ospitando al suo interno i libri e le case editrici che hanno già pubblicato scritti degli autori presenti nella serata.

I poeti presenti all’evento saranno: chiara de cillis, martina baglio, arsenio bravuomo, andrea gruccia, nadia sponzilli, carlo molinaro, clara vajthò, rolando piacentini, nicolò gugliuzza, salvatore sblando, ivan fassio, riccardo cecchetti, giovanni schiavone, eliana d. langiu, davide galipò, helen nevola, fabio bosco, francesco deiana, piero negri.

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Spazienne + N5 Geometrica http://www.galleriamoitre.com/spazienne-n5-geometrica/ http://www.galleriamoitre.com/spazienne-n5-geometrica/#respond Mon, 23 May 2016 16:34:06 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1701 27 maggio – 23 luglio 2016

La Galleria Moitre presenta Geometrica, una mostra di Spazienne: spazio fisico e mentale in cui si muovono cinque artisti Alberto Bettinetti, Federica Clerici, Stefano Comensoli, Nicolò Colciago,  Giulia Fumagalli.

Geometrica propone un sistema di misurazione alterato che parte da un nucleo estetico e concettuale solido, per espandersi secondo le variazioni che ognuno degli artisti ha sentito di apportare, infondendo nel rigore geometrico il tocco dell’energia umana.

Geometrica è un insieme aperto che mostra diverse sfaccettature di un concetto ma non lo esaurisce in se stesso. Non cerca una definizione ma un’espansione degli elementi: Spazienne parte dalla condivisone e dall’interpretazione di un concetto finito, la geometria, per aprire porte su nuovi spazi. Spazi in cui trovare nuove soluzioni di continuità.

Testo di Annika Pettini

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Jouer au Cadavre Exquis di Maya Quattropani http://www.galleriamoitre.com/jouer-au-cadavre-exquis-di-maya-quattropani/ http://www.galleriamoitre.com/jouer-au-cadavre-exquis-di-maya-quattropani/#respond Tue, 17 May 2016 15:16:46 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1696 Jouer au Cadavre Exquis
a cura di Maya Quattropani

con i collettivi:

Del Marsiglia Stupito

Profondo Belle

Scruto Tartaro Poppettu

Si, Chi

terra. O

VOIE

 

Inaugurazione: Mercoledì 18 Maggio 2016, ore 18,30

L’esibizione proseguirà da Giovedì 19 a Sabato 21 Maggio 2016

 

“Jouer au Cadavre Exquis” propone una serie di manufatti dattilografici, pittorici e fotografici realizzati tra gennaio e maggio 2016 da sei classi del Primo Liceo Artistico Statale di Torino “trasformate” per l’occasione in sei collettivi artistici temporanei.

140 studenti hanno preso parte a un laboratorio di didattica sperimentale condotto da Maya Quattropani, laboratorio unico nel suo genere e mai sperimentato presso l’istituzione pubblica superiore, applicando regole e metodologie tipiche dei giochi surrealisti del cadavre exquis allo scopo di creare una grande opera partecipativa e corale.

 

***

                              

Il Primo Liceo Artistico affonda le proprie radici nella storia stessa di Torino: in origine la sua sede era integrata negli ambienti destinati da Carlo Alberto nel 1833 alla Reale Accademia Albertina, compresi nel Palazzo delle Province nell’isolato di S. Francesco da Paola. Il Liceo Artistico venne istituito nel 1923 in seguito al R.D. n. 3123. Nel 1941 furono nominati titolari di Pittura Felice Casorati ed Enrico Paulucci, a lungo responsabili delle sorti dell’Accademia e del Liceo per esserne stati i Direttori e Presidenti dal 1952 al 1972. Con la direzione del Prof. Martina, Liceo ed Accademia si separarono amministrativamente nel 1974, pur continuando a condividere i locali dello stesso edificio fino alla fine del 1993: sono gli anni in cui al Primo Liceo cominciarono ad insegnare, tra gli altri, prestigiosi insegnanti come Luigi Mainolfi, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, oggi riconosciuti artisti di fama internazionale.

Dal 1994 il Primo Liceo Artistico si trova tra la Città e la Collina, alla confluenza tra Dora e Po, e serve un bacino d’utenza sparso sul territorio, ma accomunato dalla passione per la scelta di un percorso formativo all’insegna del pensiero visivo e dell’arte.

 

Maya Quattropani (Ragusa, 1983) è un’artista visiva, docente d’arte e ricercatrice indipendente, vive e lavora principalmente a Torino.

La sua pratica è focalizzata sullo studio di movimenti avanguardisti, psicoanalisi tradizionale, scienza medica e antropologia applicate a teorie sulla personalità umana, idiomi comunicativi, automatismo mentale, pedagogia sperimentale e regole di gioco alternative. Il suo lavoro è un archivio in progress di riti quotidiani e storie personali sviluppate sotto forma di azioni, giochi, workshop, escursioni partecipative allo scopo di coinvolgere performer e pubblico ad attivare un processo di collaborazione indirizzato alla costruzione di una comunità (artistica) alternativa.

In questi anni Quattropani ha ideato e condotto diversi progetti site-specific cooperando con scuole, musei, fondazioni, gallerie e organizzazioni no-profit in Italia, Francia, Germania, Australia, Ungheria, Stati Uniti e Sud Corea. Recentemente ha terminato un programma di residenza presso Flux Factory, New York City, parzialmente sostenuto da D.E.M.O. Movin’Up 2015 premio per la mobilità degli artisti italiani all’estero, in cui ha sviluppato una parte della ricerca dedicata al concetto di “corpo strumento musicale vivente” realizzando una serie di attività performative estese alla comunità newyorkese.

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Innaturalia 2016 http://www.galleriamoitre.com/innaturalia-2016/ http://www.galleriamoitre.com/innaturalia-2016/#respond Thu, 12 May 2016 07:58:05 +0000 http://www.galleriamoitre.com/?p=1691 INNATURALIA 2016

Andrea Famà | Dario Timpani | Elena Tortia

 

Inaugurazione 15 maggio 2016 | h 16

Regione Perno 52 | Comune di Castell’Alfero (AT)

 

 

Dal 2014, l’Associazione Amici del Roseto della Sorpresa e la Galleria Moitre di Torino collaborano per incoraggiare i giovani artisti contemporanei a lavorare sui temi del paesaggio e del giardino. Viene così rinnovato lo stretto legame che intercorre tra arte e paesaggio in un contesto, quello di un giardino, che a sua volta è già in qualche modo uno spazio espositivo, nel quale al posto di veri e propri oggetti artistici viene ospitata la collezione di rose botaniche e antiche raccolte da Piero Amerio, professore emerito dell’Università di Torino e Alfiere del Paesaggio.

 

Quest’anno sono stati scelti tre artisti, Andrea Famà, Dario Timpani e Elena Tortia, provenienti da contesti di ricerca diversi fra loro (scultura, installazione, video, performance), che hanno convissuto e sperimentato nuove possibilità espressive, tramite l’esplorazione del territorio (il castello e il museo di Castell’Alfero, Palazzo Gazzelli ad Asti, la Basilica di Montemagno, la Chiesa Romanica di Madonna della Neve, le colline del Monferrato) e gli incontri con varie persone: lo stesso Piero Amerio, Marco Devecchi, docente presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino e Presidente dell’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano, Giovanni Currado, delegato del FAI di Asti, gli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna, Licia Michelangeli, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Brera, e gli studenti della classe di scultura della docente Ornella Rovera, dell’Accademia Albertina di Torino.

 

Le opere, che saranno visitabili al Roseto per tutta la stagione d’apertura estiva, sono state realizzate sul posto, e mantengono un forte legame con l’ambiente del giardino, nel quale sono immerse e con il quale dialogano visivamente e concettualmente.

 

Per il 2016 è stato inoltre organizzato un secondo appuntamento:

 

Innaturalia al Castello

LINDA CARRARA | ERACLE DARTIZIO | ANDREA FAMà | ANNA IPPOLITO | FEDERICA PAYROLO | ARTSIOM PARCHYNSKI |ILENIA SPANò | DARIO TIMPANI | elena tortia | NADIR VALENTE | MARZIO ZORIO

 

Inaugurazione 22 maggio 2016 | h 15

Piazza Castello, 2, 14033 | Comune di Castell’Alfero (AT)

 

Nelle sale storiche e da poco restaurate del Castello dei Conti Amico un tributo agli artisti che hanno partecipato alle 3 edizioni di Innaturalia (2014-2015-2016)

 

 

Il progetto è a cura di Viola Invernizzi.

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